Esclusiva Ciclismo Ignorante – Tutti i retroscena del ritiro di Landa

Che i ciclisti siano una categoria estremamente cagionevole è cosa nota:  gracili, sempre esposti alle intemperie, perennemente in viaggio. Ma ogni volta che un ciclista abbandona una competizione per “motivi di salute” l’appassionato medio parte per un trip di elucubrazioni che lo portano a vedere dietro quel ritiro trasfusioni, medicinali, colpi di stato e manovre massoniche. Insomma, per quel pover’uomo il danno del ritiro si trasforma in colpa. “S’è ritirato perché ha qualcosa da nascondere!!1!1!!”.

La storia si è ripetuta con Mikel Landa.

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Fresco vincitore del Giro del Trentino, alla vigilia del Giro d’Italia era indicato da molti come il vero, e forse unico,  anti-Nibali. Le aspettative erano state confermate da un distacco mai eccessivo, sempre nell’ordine della decina di secondi, anche dopo una cronometro dalla quale doveva uscire con le ossa rotte, ma della quale è stato una delle più grandi sorprese, con una prestazione convincente, al di sopra di ogni aspettativa.

Poi, senza alcun preavviso, il ritiro.

E allora? Cos’è accaduto?

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Chi ha memoria ricorderà l’episodio, a chi non ne ha lo ricordiamo noi: al Giro del Trentino il basco si impose in due classifiche, quella del più forte e quella del più bello,  fu un giornalista a comunicargli questa vittoria atipica e a quello stesso giornalista, di cui possiamo solo ascoltare la voce, Mikel fece una promessa, “se vinco il Giro ci sposiamo”.

Deve essere stata questa la prima cosa a cui ha pensato quando rientrato in albergo, dandogli una pacca sulle spalle, Cioni gli ha detto “Dai Mikel, questo è il tuo Giro“, o quando ha visto alcuni bookmakers indicarlo come favorito assoluto per la generale. Pensiero fisso. “Se vinco il Giro ci sposiamo“.

In certe situazioni il trucco è distrarsi. Cercare una via di fuga.

L’ha cercata sfogliando un quotidiano, ma…
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Se vinco il Giro ci sposiamo“.

Da qui tremore, vertigini e sudore freddo. Era praticamente impossibile restare in albergo, sarebbe stato uno schiaffo all’intera squadra, ma, costretto a partire col resto del gruppo, è salito in macchina alla prima occasione…

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Niente misteri o complotti dunque, quel mal di stomaco ce l’aveva davvero, ma questo Giro non voleva proprio vincerlo…

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