Insulta un ciclista su Twitter e la polizia le chiede di restituire la patente

Prima che sparisse da Twitter si faceva chiamare @DixonJazzydixon, ma di lei non c’è più traccia. A convincerla a rinunciare definitivamente a Twitter, o magari solo a cambiare nickname, è stato… l’intervento della polizia.

Siamo nel Surrey – Inghilterra – e una certa Jasmine, evidentemente reduce da qualche scambio di battute con un ciclista, ha la geniale idea di postare il suo malcontento su Twitter: “L’AVREI DOVUTO INVESTIRE”.

Ma se il mondo è piccolo, i social sono piccolissimi e così quel tweet è finito nelle mani del portavoce della Road Policing Unit del Surrey, la stradale per intenderci, facendo scaturire una risposta che ha del memorabile: “Ciao Jasmine, dovresti pensare due volte a ciò che posti sui social network perché non sai mai chi ti sta leggendo… noi, il tuo datore di lavoro, il giudice che avrai davanti quando investirai un ciclista. Commenti del genere possono essere utilizzati come prova in tribunale a testimonianza delle tue attitudini nei confronti di utenti della strada più deboli. Se davvero la pensi così, allora riconsegna la tua patente perché evidentemente non sei idonea ad averla. I ciclisti sono semplicemente esseri umani che hanno scelto un mezzo di trasporto diverso dal tuo e questo è tutto.” 

Ovviamente si sono susseguite reazioni di sostegno o critica per la risposta “sacrosanta” per alcuni, “ai limiti dell’intimidatorio” per altri; in ogni caso la situazione ciclisti è molto seria nel Regno Unito, i sondaggi vedono l’utilizzo della bici in forte calo a causa dei timori legati alla sicurezza ed alle scarse misure di tutela messe in atto dalla polizia, mentre il ministero dei trasporti dichiara che sia in fase di studio un piano per ridurre drasticamente gli incidenti ma tra il dire e il fare…

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