Un tranquillo martedì di paura

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di @valerio.saragosa, un ciclista come ognuno di noi…

“Un Tranquillo martedì di Paura.

L’Italia  Non è un Paese per ciclisti. 

Giornata libera. Svago, bici. Relax.

Se.

2 km all’interno della jungla cittadina.

Quasi un suicidio. Macchine parcheggiate sulle case. Suv che ti sfiorano ad una velocità folle. Attraversare indenne una rotatoria in bici, un’autentica utopia.

Gli incroci, poi, sono un terno al lotto. Se ti andasse bene, rischieresti l’ investimento con tamponamento annesso.

Percorrendo strade secondarie o di campagna, l’avventura non migliora. Anzi per quanto possibile, peggiora.

Sorpassi delle auto dalla carreggiata opposta, a pochi centimetri dalla testa. Controsorpasso che ti lambisce la spalla, nonostante pedalassi all’interno della striscia bianca di demarcazione.

Tutto ciò, è una parte di quello che succede quotidianamente sulle nostre strade.

E questo è niente. Passiamo alle note dolenti.

La maleducazione, la mancanza di rispetto delle più semplici norme di comportamento civile.

Passi per la distrazione, può succedere.

Rischiare la vita non so’ più quante volte, in pochi km, per la scostumatezza e il totale menifreghismo di chi è al volante, è quantomeno inammissibile.

Oltre a subire tutto ciò, si viene insultati e apostrofati con frasi irripetibili. Ovviamente, gli automobilisti trovano il modo di mandarti affanculo (se ti va bene), con tanto di telefonino alla guida, mentre si truccano o addirittura si azzuffano tra loro in macchina! (accade anche questo)

Tutto questo, condito da una certa fantasia e naturalmente, una buona dose di violenza verbale, che non guasta mai. 

Scene di ordinaria follia.

Per favore, se non riuscite a rispettare i ciclisti, cercate almeno di rispettare le persone.”