#FaceToFace – Parla Lisa Morzenti: “Qui a Doha fa molto caldo, ma in fondo sembra un’estate italiana”

Sono mesi che da buoni “criticoni” polemizziamo sulla scelta dell’UCI di far disputare un mondiale di ciclismo su strada in una città, Doha, che è letteralmente un’oasi nel deserto, “uno spettacolo architettonico in costante sviluppo” per i più romantici, un cantiere a cielo aperto per noi, criticoni di mestiere.

A preoccupare erano le temperature sempre fastidiosamente superiori ai 30°C e, pronti via, ecco che si presentano le occasioni per gridare allo scandalo con atleti che collassano subito dopo il traguardo ed altri che al traguardo non ci arrivano proprio.

Fa davvero così caldo?” ci siamo chiesti ed abbiamo deciso di girare la domanda a Lisa Morzenti,  la più giovane tra gli atleti azzurri ad aver già gareggiato per due volte sulle strade di Doha, campionessa europea a cronometro a Plumelec, fresca vicecampionessa del mondo di specialità e componente chiave del treno che ha lanciato Elisa Balsamo verso la conquista del titolo iridato.

Si è alzato un grande polverone mediatico sulle condizioni atmosferiche di Doha, ma la situazione è davvero così estrema?

Premesso che a me piace correre con il caldo e che mi trovo a mio agio in queste condizioni, credo che la situazione non sia così distante da un’estate italiana. Senza dubbio fa molto caldo, ma in gara è estremamente facile trovare acqua e rifornimenti. Ti faccio l’esempio della gara juniores: inizialmente era previsto un solo punto di rifornimento, ma a causa delle alte temperature la direzione di gara ha deciso di aprirne due per l’intera durata della competizione e francamente due rifornimenti su un circuito di 15km non sono pochi. Ripeto, il caldo c’è e si fa sentire, ma rimanere disidratati è quasi impossibile.

Ma si sono viste più volte scene di ragazzi che hanno ceduto al caldo e sono svenuti durante o subito dopo la gara.

Probabilmente i ragazzi che sono svenuti non si erano acclimatati bene, non erano abituati a correre in determinate condizioni e sicuramente non hanno avuto la lucidità di idratarsi come si deve durante lo sforzo, andando in crisi in modo così rapido e violento. (Pensandoci sono svenuti un’olandese nella crono squadre donne, un belga under-23 ed un norvegese juniores ndr)

Molti si stanno affidando a stratagemmi di vario tipo per resistere al caldo, voi juniores avete fatto lo stesso?

No, per noi juniores era previsto solo il doppio rifornimento, mentre i più grandi avranno a disposizione bustine di ghiaccio ed altri accorgimenti, ma loro dovranno correre nel deserto, è normale che ci siano più preoccupazioni…

Donque con le rassicurazioni di chi in quel caldo ci ha corso a tutta per ben due volte abbiamo (forse) sfatato il tabù temperatura e possiamo concentrarci nelle prese in giro per il grande pubblico presente lungo il percorso.

#StayStrongStayIgnorant

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