Un anno di Ciclismo Ignorante – 2017

E come da tradizione arriva puntuale quel momento in cui ti fermi, ti volti e provi a ripercorrere i momenti chiave dell’anno di Ciclismo Ignorante che si avvia alla conclusione.

L’anno del Bomber Sagan, delle sue cento vittorie da professionista e del suo triplete mondiale, che può cancellare solo in parte l’amaro in bocca per una Sanremo persa al photofinish e per un Fiandre sfuggito per caso, o perché quel signore con la maglia rossa, gialla e nera quel giorno era imbattibile, aveva in mente una vittoria d’altri tempi ed è andata a prendersela.

È stato l’anno dei ritiri eccellenti: dalla grinta di Thomas Voeckler, che ha salutato il gruppo dopo l’ennesimo Tour de France, all’orgoglio basco di Haimar Zubeldia, che ha detto basta nel suo Euskadi; il ritiro arrembante di Tom Boonen, che ha deciso di mollare cercando il quinto storico successo alla Roubaix, nonostante la brillantezza non fosse più quella dei giorni migliori e nonostante avversari decisamente agguerriti, perché “a volte non serve avere un piano, a volte bastano gli attributi”, anche solo per provarci; infine il ritiro del Pistolero giunto formalmente a Madrid, ma, nel cuore di tutti noi, arrivato qualche ora prima, con l’ultimo meraviglioso sparo sull’Angliru.

U

Unanno positivo per molti.

Un anno troppo positivo per altri…

L’anno di Tom Dumoulin, il gigante olandese che è riuscito a prendersi il Giro 100 ed un mondiale a cronometro, e di Nairo Quintana, che ha avuto il coraggio di provare la doppietta Giro-Tour, ma raccogliendo un podio a Milano ed un naufragio in Francia.

Un anno che per il movimento italiano non può che rappresentare un punto dal quale ripartire: Aru in tricolore che alza le braccia al Tour, lo squalo che con il suo secondo Lombardia raggiunge quota cinquanta successi in carriera ed un Matteo Trentin, mattatore in Spagna, che si toglie di dosso i panni del gregario e si dimostra pronto ad ambire al massimo; i tantissimi successi dei giovani, come Elena Pirrone, che a Bergen ha fatto l’en plein di categoria prendendosi l’iride a crono ed in linea, come Chiara Teocchi ed Alice Arzuffi, che portano in alto i colori azzurri anche nel fango del cross, o come i pistard che ci hanno regalato piogge di medaglie nonostante gli impedimenti e le difficoltà che li perseguitano nella loro quotidianità.

Un anno ricco di gioie, ma di cui, purtroppo, non dimenticheremo mai quella tragica mattina in cui ci svegliammo, prendemmo in mano il telefono e scoprimmo che nel cielo, troppo presto, si era accesa la stella di Scarpa. ❤ 🦅

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